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Stato di manutenzione delle case in Italia
(edificate prima del 1973)

L'ISPRA -Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale- rileva che il 7% della superficie del territorio in Italia è occupata da costruzioni. Non è poco se si considera che il territorio è in gran parte costituito da monti e boschi, dunque il consumo del suolo è intensivo e conviene pensare a ristrutturare il vecchio già costruito anziché costruire il nuovo. Altro dato significativo: sul complessivo del territorio nazionale ci spettano 340 mq a testa.

Ricostruire sul costruito vuole anche dire usare materiali nuovi e sicuri che portano un sostanziale abbattimento dei consumi energetici. Negli ultimi anni le ristrutturazioni sono passate in percentuale dal 25% del 2008 al 41% stimato per il 2014, e tutto lascia prevedere un trend positivo per i prossimi anni, economia permettendo. Attualmente pesa l'invenduto in cantiere e fino a che questo dato non si ridurrà peserà sull'apertura di nuovi cantieri per le ristrutturazioni. La politica economica sta intervenendo nel settore con incentivi fiscali e agevolazioni burocratiche nelle pratiche di autorizzazione e cambio d'uso dell'immobile.

Andiamo a leggere ora i dati del CRESME -Centro Ricerche Economiche e Sociali sull'Edilizia- dai quali emerge la vetustà delle strutture residenziali in Italia, 7 milioni 200 mila edifici hanno più di 40 anni, in percentuale il 61% del patrimonio complessivo risalgono a prima del 1973, situazione che si aggrava nelle grandi città dove la percentuale degli edifici costruiti prima del censimento del 1971 è del 76%. L'indagine del CRESME ha chiesto a chi vi abita come giudica lo stato conservativo degli edifici, il dato emerso è che il 22% ha giudicato pessimo lo stato dell'edificio, il dato corrisponde a 2,6 milioni di edifici che presentano segni di degrado quali l'affiorare di macchie di ruggine, crepe sulle pareti, caduta di cornicioni, balconi pericolanti, insomma si potrebbero prevedere interventi di manutenzione da programma re nell'immediato futuro. Il settore è dormiente ma andandolo a sollecitare può portare tanto lavoro e buoni margini di guadagno, oltre ai vantaggi sotto il profilo ecologico, pensiamo al fotovoltaico e alla eliminazione dell'amianto.

Gli ultimi governi dal 2012 al 2014 hanno approvato o rinnovato tre provvedimenti ad hoc: il bonus sulle ristrutturazioni pari al 50% del costo spalmato in 10 anni sull'Irpef per i lavori per i lavori condominiali o relativi a singole unità. Il bonus energetico è pari al 65% dei costi applicato anche sulle unità non abitative. Inoltre modifiche e semplificazioni delle norme edilizie che riguardano i permessi a costruire per cui è possibile demolire completamente l'edificio e ricostruirlo con progetto diverso rispettando i volumi che non dovranno eccedere i preesistenti. Altra norma il cambio di destinazione d'uso dell'edificio molto importante e attesa che va in soccorso al grave degrado edilizio delle periferie industriali di molti centri urbani della penisola.


 
 
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